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Reportage sulla 80esima MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA di Pier Paolo Ronchetti

Reportage sulla 80esima MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA di Pier Paolo Ronchetti  Giunta alla sua 80esima edizione, l’ennesima diretta di Alberto Barbera, la Mostra del cinema di Venezia, consolida il trend degli ultimi anni: sempre più spazio al cinema italiano, tutto targato RaiCinema, ed enorme presenza della cinematografia americano, con gli occhi puntati su quelli che saranno con ogni probabilità alcuni dei candidati agli Academy Awards della prossima edizione degli Oscar. Il risultato è che dei 23 titoli in concorso, quest’anno 6 erano prodotti nazionali e 6 statunitensi, lasciando poco spazio per il cinema di nazionalità diverse. Dalla forte presenza di cinema asiatico che aveva caratterizzato le edizioni dirette da Marco Müller, si è arrivati ad avere un solo giapponese in concorso, il non eccezionale Il male non esiste , del già affermato Ryusuke Hamaguchi, già vincitore di un Oscar per Drive my Car , qui alle prese con un apologo ecologico troppo lineare nel suo svolgimento p...

Reportage sulla 79esima MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA di Pier Paolo Ronchetti

Prima edizione della Mostra del Cinema di Venezia a piena capienza, ma sempre con obbligo di prenotazione online, gestita da un operatore evidentemente poco avvezzo alla pratica e che ha provocato disagi durante tutta la durata del festival: posti non riservabili per sale poi rivelatesi semivuote, cancellazioni effettuate dai singoli (di posti che poi non venivano reinseriti nel circuito tornando a essere accessibili) sveglie all'alba per assicurarsi una manciata di slot e nessuna rush line prevista in caso di effettiva disponibilità. È stata anche l’edizione del ritorno del cinema delle grandi produzioni, specie americane, molte targate Netflix, che questa volta è uscita, a differenza dello scorso anno, del tutto a mani vuote dalla competizione. In effetti, i titoli della piattaforma erano effettivamente fra i più deboli del concorso. Athena del francese Romain Gavras nonostante il suo stile da videoclip (Gavras è uno dei più noti registi del settore), il suo uso roboante della ...

Reportage sulla 78esima MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA di Pier Paolo Ronchetti

L’edizione della riscossa post(si fa per dire)-Covid è stata acclamata dalla stampa, non solo nazionale, con grande calore fin dai primi giorni, quando sono stati presentati film di grossi nomi, tutti generosamente accolti: questo nonostante fin dalle prime battute sia stato chiaro che l’alta partecipazione, con regole di distanziamento identiche a quello dello scorso anno, quando pubblico e accreditati erano forse un terzo, avrebbe causato qualche problema nella prenotazione dei posti e nel conseguente accesso alle sale. Non c’è dubbio che l’inaugurazione con una prima importante, quella di Madres parallelas di Pedro Almodóvar, abbia immediatamente ben disposto critici e spettatori. Anche se l’ultimo film del regista spagnolo non sarà ricordato come uno dei titoli più importanti della sua filmografia. Partendo da una premessa un po’ ovvia - uno scambio di neonate in ospedale - e procedendo su un doppio binario narrativo, quello della vicenda personale e quello della resa dei conti con...

Reportage sulla 77esima Mostra del cinema di Venezia di Pier Paolo Ronchetti

  di  Pier Paolo Ronchetti Il primo grande festival di cinema nel mondo afflitto dal Covid, dopo quella che è stata in pratica la cancellazione di Cannes e Locarno, si è rivelato un successo. Piuttosto imprevedibile, viste le incerte premesse, dovute al drastico calo di presenze di film, spettatori e addetti ai lavori, necessarie per mantenere le misure di sicurezza. Le moltissime repliche, specie dei film in concorso (12 in luogo delle consuete 5) hanno permesso di fruire dell’intero programma senza code e soprattutto senza percezione del rischio.  L’assegnazione dei premi ha comprensibilmente suscitato qualche malumore. Soprattutto per quanto riguarda il Leone d’oro. Arrivato come superfavorito, perché unico film interamente americano in concorso, prevedibile candidato ai prossimi Oscar (di cui da troppi anni il festival si propone di essere la vetrina, trascurando spesso il cinema non anglofono), Nomadland di Chloé Zhao, autrice del successo di nicchia The Rider e re...